sabato 14 novembre 2015

La guerra mondiale che non si può ignorare



Sono una persona profondamente democratica che odia le generalizzazioni. Oggi devo fare alcune considerazioni che pur non smentendo questa mia idea di fondo, considerano la questione da un altro punto di vista.
Le persone che uccidono nell'ambito del terrorismo islamico uccidono noi. Per loro è la stessa cosa uccidere uno o l'altro, siamo solo pezzi di carne da distruggere. E' un odio cieco e profondo, che non può essere ricondotto a un ragionamento. Ci siamo passati anche noi: il medioevo, la caccia alle streghe, i genocidi.
E' vero, facciamo parte della stessa specie, ma questo non significa solo interfecondità, significa appartenenza a un gruppo, condivisione di valori, rispetto per la vita nostra.
Sono consapevole che il 999% delle persone sono contrarie al terrorismo, anche se vengono da certi Paesi, ma evidentemente non siamo in grado di distinguerli, abbiamo perso nel tentativo di difendere tutti. Oggi, dato che si tratta di una guerra dichiarata, non possiamo che decidere di comportarci in modo molto serio e drastico. Non possiamo permettere a persone di altra cultura di distruggere la nostra, a costo di generalizzare. Una generalizzazione che è necessaria in questo momento e che è ampiamente giustificata dal punto di vista etologico, proprio la stessa etologia (studio del comportamento) che non dice solo che i simili non uccidono i simili, ma che uno dei principi base della natura è la difesa del proprio gruppo, territorio, sopravvivenza. Ora siamo di fronte a una guerra. Non ci piacciono le guerre, siamo abituati alla pace. Ma questa guerra è nelle nostre case, e non ha un motivo se non l'odio più profondo e orribile. Da questo dobbiamo difenderci, ed è ora di farlo, a costo di pretendere che chi ha voce in capitolo condanni nel mondo musulmano davvero il terrorismo, segnali chi è sospetto. Chi vive da noi deve integrarsi. Chi non è da noi non può venire. In guerra le frontiere si chiudono. Il risultato non sarebbe ritrovarsi poi in un circolo di filosofi a dirci quanto siamo stati bravi ad aprire le frontiere, sarebbe fra 30 anni a vivere in un mondo medioevale in cui millenni di storia sono bruciati insieme ai nostri libri e monumenti, in cui anche le persone che ora sono pacifiche in Medio Oriente e Africa, non avrebbbero più un punto di riferimento nell'Europa, perché l'Europa, la civiltà non esisteranno più.

mercoledì 11 novembre 2015

Come i neonati "parlano" all'inconscio della madre



La comunicazione non verbale tra neonato e madre è molto raffinata e svela dei meccanismi straordinari, che ci raccontano quanto la nostra evoluzione sia avanzata (almeno sotto certi aspetti) e quale sia il legame profondo tra madre e figlio.
Il neonato ha diversi modi per comunicare il proprio stato, e questo stato viene percepito in modo in parte conscio in parte inconscio.
Esistono oltre 5 emissioni vocali diverse ognuna con una funzione specifica.

1) al risveglio il bambino emette un suono di 0,1 secondi cercando il contatto con la madre. Solo se essa non risponde al richiamo inizia il pianto.

2) suono del sonno della durata di 0,3 secondi a intervalli di 15 minuti. La sua assenza prolungata viene inconsciamente percepito dalla madre che interviene.

3) suono di indignazione, quando si fa qualcosa che "non piace"al bambino.

4) suono della suzione a indicare benessere.

5) suono di benessere e sazietà che dura 0.3 secondi con frequenza fino a 5 khz.

E' chiara l'importanza di questi suoni che aiutano la madre a prendersi cura del proprio figlio e esprimono sensazioni di agio o disagio, che ritengo possano fungere in qualche modo come punizione o ricompensa nella misura in cui il suono emesso dal bambino viene riconosciuto come sgradevole o gradevole.


martedì 27 ottobre 2015

Il muro oltre la scienza



Siamo così immersi in un mondo tecnologico e dominato dal pensiero logico-scientifico che diamo per scontate molto, troppe cose. Pensiamo che la ragione delle cose sia semplicemente demandata alla scienza, e non ci poniamo domande sui perchè, come il fatto che stia scrivendo su una tastiera un articolo che con un click sarà raggiungibile ovunque sul Pianeta. In realtà non so come questo avvenga, ma immagino che ci sia una spiegazione ragionevole. Una spiegazione per la quale solo qualche decina di anni fa sarei stato internato, e qualche centinaio di anni fa bruciato al rogo. Non per niente Isaac Asimov aveva predetto un futuro, che a guardarlo oggi non sembra così lontano, in cui la tecnologia avrebbe costituito una sorta di nuova religione, e chi ne possedeva i segreti un sorta di funzionario di Dio. Di fronte alla tecnologia, se ci poniamo come uomini di un'epoca passata, si sarebbe tentati di scambiare questa per magia, per miracolo, per impossibile. alcuni, anche oggi, dicono che un balzo tecnologico simile sia stato possibile solo con intervento alieno, il che, se non vero, è verosimile, almeno nella rapidità dell'evoluzione tecnologica, direi quasi esponenziale.
C'è un altro aspetto, legato non alla tecnologia ma al concetto che abbiamo malinteso di scienza. La scienza si occupa di dare una spiegazione alle cose, non una ragione prima delle cose. Cerca di dare un significato alla realtà fisica, ma non può spiegarne, se c'è, il senso più profondo, e non può basarsi che su ipotesi considerate evidenti, quando invece l'evidenza è essa stessa un concetto ben poco scientifico. La matematica parte da assiomi e costruisce il linguaggio su cui si basa la scienza, ma gli assiomi sono il muro contro cui deve fare i conti. Un altro muro è la creazione, che erroneamente si cerca di spiegare come facente parte dello stesso sistema di regole che governano la scienza e non al di fuori del suo campo di applicazione e dei suoi obiettivi.
Quando cade un fulmine, per quanto si conosca (e non si conosce così bene) il meccanismo per  il quale si scatena, nulla è detto sui motivi primi, e questo processo logico è applicabile a qualunque fenomeno.
Una volta chiesi a bambini di una classe dell'asilo perchè a volte piovesse. I bambini, non inquadrati in un sistema di ragionamento adulto, mi risposero semplicemente "perchè la terra ha bisogno di acqua". Ci sono mille modi di vedere le cose, uno attiene alla realtà dei fenomeni, gli altri 999 riguardano la causa scatenante. Nello stesso modo in cui un telecomando ha un meccanismo che gli permette di fare una cosa che appare straordinaria, nello stesso modo in cui un fulmine cade con il suo meccanismo scientifico. Ma di fronte a una notte di temporale siamo uomini primitivi che, spogliati dalle nostre spiegazioni, restiamo attratti, spaventati o entrambe le cose, assistendo a una manifestazione di potenza che richiama in noi un significato al quale non è sufficiente una spiegazione scientifica, e ci lascia la sensazione che non tutto sia detto, spiegato, risolto.

foto da ravarino5stelle.wordpress.com